Un budget entro il 30 aprile
Ecco quanto costa all’Eurozona la rivolta anti austerità dell’Aia
L’Olanda assomiglia più alla Francia che alla Germania, e non è un complimento. Le agenzie di rating volteggiano fameliche sulla crisi di governo dell’Aia e pare che Fitch userà il report previsto per la settimana prossima sullo stato dell’economia olandese per mostrare al mondo che non vuole più l’etichetta dell’agenzia “più cauta”. Molti esperti sostengono che non ci sarà un declassamento della tripla A olandese, è più probabile un outlook negativo.
8 AGO 20

L’Olanda assomiglia più alla Francia che alla Germania, e non è un complimento. Le agenzie di rating volteggiano fameliche sulla crisi di governo dell’Aia e pare che Fitch userà il report previsto per la settimana prossima sullo stato dell’economia olandese per mostrare al mondo che non vuole più l’etichetta dell’agenzia “più cauta”. Molti esperti sostengono che non ci sarà un declassamento della tripla A olandese, è più probabile un outlook negativo: l’indebitamento delle famiglie – 249 per cento del pil, il peggiore in Europa – ha portato il paese in recessione alla fine dell’anno scorso, con un deficit del 4,6 per cento (il rapporto debito-pil non è drammatico: 65,2 per cento). L’asta dei titoli di ieri è andata bene nonostante le previsioni negative (anche perché nelle stesse ore c’era un’asta spagnola, il sud Europa è facile da battere) e sono stati raccolti due miliardi di euro, “un buon risultato viste le circostanze”, ha detto un operatore finanziario riportato dalla Bbc.
Il premier liberale, Mark Rutte, che si è dimesso lunedì a causa dell’opposizione del partito di Geert Wilders sui tagli al bilancio che ha fatto cadere il governo di minoranza con i cristianodemocratici, ora deve lavorare come “tecnico” e presentare alla Commissione europea, entro il 30 aprile, un budget preliminare che proietti il deficit entro il 3 per cento previsto dalle regole europee (e che l’Olanda ha approvato, in sedi comunitarie). Davanti al Parlamento Rutte ha detto di avere fiducia, ma molti sostengono che trovare una proposta che piaccia sia ai mercati sia all’Europa sia ai partiti olandesi è parecchio difficile.
Ognuno difende la propria base elettorale, ora, indipendentemente dalle ripercussioni sulla struttura della risposta europea alla crisi. L’austerità non si porta più, Wilders s’oppone in nome dei pensionati e dei “portafogli dei poveri”, la sinistra deve scegliere se negoziare con Rutte o andare allo scontro, con un occhio alle elezioni e sempre meno senso di responsabilità per il resto dell’Europa.